Categoria: Progetto CIPS

  • Progetto ARCIPELAGO: OPPORTUNITA’ IN RETE #2 IC Campli- Civitella.

    Progetto ARCIPELAGO: OPPORTUNITA’ IN RETE #2 IC Campli- Civitella.

    Il progetto Arcipelago: opportunità in rete ha coinvolto ragazze e ragazzi della scuola primaria della in quattro diversi percorsi laboratoriali: durante l’inverno tre classi quinte a Isola del Gran Sasso e tre classi quinte a Montorio al Vomano; nel mese di giugno due ulteriori laboratori a Civitella del Tronto e Campli in provincia di Teramo.

    Pur mantenendo la stessa metodologia, i laboratori hanno avuto caratteristiche diverse a seconda dei gruppi coinvolti: nei percorsi invernali i ragazzi hanno lavorato all’interno delle proprie classi, mentre quelli di giugno hanno riunito gruppi di alunni che, molto spesso, non si conoscevano ancora.

    L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito dei fondi PNRR Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore.

    Fondi

    PNRR Interventi socioeducativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore.

    La stagione primaverile

    Nel mese di giugno il percorso di Arcipelago è proseguito con due laboratori realizzati a Civitella del Tronto e Campli, con gruppi di alunni della scuola primaria. 

    In questa fase il laboratorio ha assunto una dimensione relazionale particolarmente significativa perché i gruppi erano composti da ragazzi che, in molti casi, non si conoscevano tra loro. I due giorni e mezzo di attività sono diventati così un’occasione per fare amicizia e costruire nuovi legami.

    Anche qui il cinema ha lanciato le sue sfide: per realizzare un corto, per quanto breve, è necessario confrontarsi, dividersi i compiti e trovare delle soluzioni. I ragazzi hanno quindi lavorato, sperimentato i diversi ruoli, fino ad arrivare anche loro alla fase finale del montaggio.

    A conclusione di ciascun laboratorio si è svolta una restituzione finale durante la quale i cortometraggi sono stati proiettati davanti ad un pubblico. Gli stessi ragazzi hanno raccontato il percorso: dall’idea alla scrittura, dalle riprese al montaggio, motivando le scelte fatte. 

    Inoltre, alla fine di ogni proiezione è stato presentato anche un breve video di backstage, realizzato dai formatori, che ha restituito le diverse fasi del laboratorio.

    Il risultato finale non è stato quindi soltanto il corto: dietro ogni film ci sono state storie inventate, prove, errori, ruoli, decisioni ed è proprio in questo senso che il cinema, all’interno di Arcipelago, è diventato un mezzo educativo. Il cinema, infatti, non è soltanto un linguaggio da imparare, ma uno spazio nel quale sperimentare se stessi e  in cui scoprire che un’idea può diventare concreata quando viene condivisa e costruita con gli altri.

  • Progetto ARCIPELAGO: OPPORTUNITA’ IN RETE #1 IC Isola del Gran Sasso – Colledara e IC Montorio al Vomano.

    Progetto ARCIPELAGO: OPPORTUNITA’ IN RETE #1 IC Isola del Gran Sasso – Colledara e IC Montorio al Vomano.

    La stagione invernale fra Isola del Gran Sasso e Montorio al Vomano.

    Il progetto Arcipelago: opportunità in rete ha coinvolto ragazze e ragazzi della scuola primaria della in quattro diversi percorsi laboratoriali: durante l’inverno tre classi quinte a Isola del Gran Sasso e tre classi quinte a Montorio al Vomano; nel mese di giugno due ulteriori laboratori a Civitella del Tronto e Campli in provincia di Teramo.

    Pur mantenendo la stessa metodologia, i laboratori hanno avuto caratteristiche diverse a seconda dei gruppi coinvolti: nei percorsi invernali i ragazzi hanno lavorato all’interno delle proprie classi, mentre quelli di giugno hanno riunito gruppi di alunni che, molto spesso, non si conoscevano ancora.

    L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito dei fondi PNRR Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore.

    Fondi

    PNRR Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore.

    La stagione invernale

    I primi laboratori, svolti durante l’inverno, si sono articolati in tre incontri.

    Il lavoro è iniziato dalla scrittura, prima ancora di accendere la videocamera gli studenti sono stati accompagnati alla scoperta di alcune regole fondamentali per scrivere un buon film: nel cinema ogni immagine racconta qualcosa e tutti i dettagli contribuiscono a far comprendere un personaggio o un’emozione. Non tutto deve essere spiegato attraverso le parole, al contrario, spesso è ciò che vediamo a permetterci di capire cosa sta accadendo.

    Partendo da queste basi, le loro idee sono diventate il punto di partenza della costruzione delle storie. Un elemento comune ha attraversato tutti i racconti: l’amicizia, l’inclusione e l’importanza di aiutare gli altri. Successivamente, senza sostituirsi alla loro creatività, i formatori hanno guidato i ragazzi nella trasformazione delle loro idee in brevi sceneggiature, aiutandoli a riflettere sull’impostazione delle scene e sulle azioni da far svolgere agli attori. 

    Poi è arrivato il momento di tradurre quelle parole in immagini. 

    Gli studenti hanno vissuto l’esperienza di un vero e proprio set cinematografico, calandosi nei panni di: regista, operatore di macchina, fonico, ciakkista, attori e comparse. Ed è proprio sul set che il cinema ci rivela uno dei suoi insegnamenti più importanti: è un lavoro di squadra; per realizzare una scena è necessario ascoltarsi, rispettare i tempi, bisogna fare le prove, mantenere il silenzio quando si gira e prestare attenzione a ciò che accade davanti e dietro la macchina da presa. 

    L’ultimo passaggio è stato quello del montaggio. 

    Innanzi tutto, si è visionato tutto il materiale girato e imparato a riconoscerlo e catalogarlo seguendo le informazioni riportate sul ciak: scena 1, take 1; scena 1, take 2, e così via. Poi, attraverso un’introduzione alle funzioni base di un programma di montaggio, i ragazzi hanno potuto contribuire alla costruzione del corto. Insieme ai formatori hanno analizzato le diverse inquadrature, scelto quelle più efficaci, individuato i punti di taglio e dato una forma alla storia.

    Dalla scrittura al set, fino al montaggio, tutti gli studenti hanno potuto così seguire l’intero processo di realizzazione di un film, comprendendo come ogni fase sia legata alle altre.

  • Progetto CIPS – IL QUADERNO DEL CINEMA  Esopo in stop motion con Cinemovel Foundation

    Progetto CIPS – IL QUADERNO DEL CINEMA Esopo in stop motion con Cinemovel Foundation

    Le favole di Esopo realizzate in stop motion.

    Tra febbraio e aprile 2026 Il Quaderno del Cinema, progetto educativo di Cinemovel Foundation e dell’Istituto Comprensivo Grazie Tavernelle di Ancona, ha coinvolto bambine e bambini dai 6 agli 8 anni in un percorso per imparare a leggere e scrivere con le immagini in movimento. Il progetto utilizza infatti il linguaggio cinematografico e audiovisivo come strumento di osservazione, espressione e costruzione di significati. Quest’anno il lavoro è partito da alcune favole di Esopo scelte dalle classi — Il leone e il topo, Il leone e i tre buoi, Il capretto e il lupo che suonava il flauto — per scoprire come una storia scritta possa essere scomposta, interpretata e infine trasformata in un racconto audiovisivo tramite la tecnica dello stop motion.

    L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con Cinemovel Foundation e la Scuola Primaria D. Savio parte dell’IC Grazie Tavernelle di Ancona.

    Bando

    CinemaScuola LAB
    Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola

    Il percorso

    Dall’analisi della favola si è passati alla scrittura della sceneggiatura e dello storyboard, quindi al disegno e alla costruzione manuale di personaggi, fondali ed elementi scenografici. Carta, matite, colori, forbici e colla hanno dato forma all’immaginario dei bambini: le figure sono state ritagliate, scomposte e animate un movimento alla volta davanti alla fotocamera, trasformando il lavoro manuale in una sequenza di immagini in stop motion. L’ultima fase, dedicata alla sonorizzazione, ha completato il passaggio dalla pagina allo schermo. Un percorso in cui leggere, scrivere, disegnare, costruire, fotografare e ascoltare diventano parti dello stesso gesto creativo: fare cinema per comprendere dall’interno come nasce un’immagine in movimento.

  • Progetto CIPS – MINUTO MÉLIÈS. Proiezione e mostra espositiva.

    Progetto CIPS – MINUTO MÉLIÈS. Proiezione e mostra espositiva.

    Da gennaio a maggio 2026 il Cineforum Teramo ha realizzato, presso l’Istituto Comprensivo di Notaresco (TE), il progetto Minuto Méliès, un percorso di educazione all’immagine rivolto agli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, dedicato alla scoperta del cinema delle origini. L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Notaresco.

    L’immaginario prende forma: proiezione e mostra espositiva del progetto

    Prima di diventare immagini in movimento, i cortometraggi realizzati dalle classi passano dalle mani dei bambini. Si disegnano personaggi e ambienti, si costruiscono sagome, fondali, oggetti ed elementi scenografici, si immagina concretamente ciò che dovrà entrare nell’inquadratura. È un passaggio essenziale: il cinema nasce prima ancora della ripresa, quando un’idea trova una forma, un colore, un corpo. Nel laboratorio dedicato a Georges Méliès questa dimensione assume un significato particolare, perché richiama un cinema delle origini nel quale invenzione, disegno, artigianato e messa in scena appartenevano allo stesso gesto creativo.

    I manufatti scenici prodotti durante il laboratorio — dai disegni alle sagome utilizzate nello stop motion, fino ai personaggi e alle piccole scenografie — non sono materiali accessori destinati a perdere importanza una volta terminato il video. Sono le tracce del processo attraverso cui l’immaginario infantile si trasforma in racconto cinematografico. Conservarli significa custodire non soltanto il risultato, ma anche il percorso: il segno della matita, una scelta di colore, un personaggio ritagliato, un fondale costruito insieme. Il cortometraggio conserva il movimento e il racconto; questi materiali conservano invece il gesto, l’invenzione e il lavoro che li hanno resi possibili.

    Per questo Minuto Méliès non si è concluso solo con la realizzazione dei cortometraggi.

    Nella piazza principale di Morro d’Oro, in provincia di Teramo, abbiamo organizzato una serata in cui la proiezione dei cortometraggi realizzati dai bambini è stata accompagnata da una mostra dei disegni, delle sagome e dei materiali scenici nati durante il laboratorio. Portare questi lavori fuori dallo spazio educativo ed esporli nel cuore del paese ha significato restituire alla comunità l’intero processo creativo, non soltanto il suo prodotto finale: prima osservare da vicino ciò che i bambini avevano immaginato e costruito, poi ritrovarlo trasformato sullo schermo. 

    Dall’immaginazione al disegno, dal disegno alla scena, dalla scena al cinema, e dal cinema di nuovo alla comunità.

  • Progetto CIPS – LA SCUOLA IN PRIMA FILA. Sonorizzare il cinema muto #2 con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

    Progetto CIPS – LA SCUOLA IN PRIMA FILA. Sonorizzare il cinema muto #2 con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

    Nell’anno scolastico 2025/2026 il Museo Nazionale del Cinema di Torino propone un percorso didattico di carattere nazionale diffuso in sette regioni attraverso la collaborazione di registi, formatori ed esperti presenti sul territorio. Il Cineforum Teramo ha preso parte al progetto occupandosi della sua messa in pratica nei territori abruzzesi e marchigiani. L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

    Nel laboratorio Sonorizzare il Cinema muto le classi della primaria hanno dato voci e suoni, alla colonna sonora di cortometraggi muti, selezionati e conservati dal Museo Nazionale del Cinema, scoprendo l’attrezzatura tecnica per la registrazione del suono e come oggetti d’uso comune possano essere impiegati come oggetti sonori.

    Ascoltare le immagini con il cinema muto

    Ascoltare un film muto. In classe la maggior parte degli alunni non aveva mai visto un film muto, qualcuno si chiedeva perché mai un film dovesse essere muto se gli attori erano ben capaci di parlare. Chi li conosceva già, aveva visto qualche scena in tv, a casa di un nonno a cui piacevano i vecchi film, ma da questi nessuno era rimasto particolarmente attratto o affascinato.

    Così, prima di guardare la scena da sonorizzare, abbiamo riflettuto sull’ascolto e sul mondo dei suoni.

    Le immagini fanno rumore?

    Will Eisner, noto fumettista americano, insegna con i suoi disegni che anche le immagini posso contendere dei suoni. Nelle sue tavole le strade si riempiono di rumori, la camminata dei personaggi, il materiale degli oggetti, l’ambiente, tutto suggerisce un suono.

    Chiediamo allora alla classe di fare un processo inverso: chiudere gli occhi, ascoltare i suoni in cui sono immersi cercando di decifrarne quanti più possibili. Cerchiamo poi di visualizzarli, dargli una forma, ricondurli a degli oggetti che potrebbero averli emessi.

    Il gioco funziona: quelli che prima sembravano solo rumori confusi, diventano informazioni nitide, assumono la forma di persone che compiono azioni, macchinari in funzione, oggetti poggiati. I suoni ci orientano nello spazio, maggiore o minore intensità ci aiuta a capire se il suono è vicino o lontano, se è calmo o concitato. 

    A questo punto la classe è pronta per vedere il cortometraggio che dovrà sonorizzare. Bambine e bambini osservano lo schermo con grande attenzione: il silenzio del film non appare più come un’assenza, ma come uno spazio di possibilità dove è l’immaginazione che stabilisce come un suono si possa creare.

    Tutti si concentrano in silenzio, il microfono è al suo posto e le cuffie sono collegate. A turno alunni e alunne si alternano doppiando i personaggi e mettendo in uso tutti gli oggetti che hanno raccolto per dare vita ai suoni del film. .  

  • Progetto CIPS – LA SCUOLA IN PRIMA FILA. Sonorizzare il Cinema muto #1 con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

    Progetto CIPS – LA SCUOLA IN PRIMA FILA. Sonorizzare il Cinema muto #1 con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

    Nell’anno scolastico 2025/2026 il Museo Nazionale del Cinema di Torino propone un percorso didattico di carattere nazionale diffuso in sette regioni attraverso la collaborazione di registi, formatori ed esperti presenti sul territorio. Il Cineforum Teramo ha preso parte al progetto occupandosi della sua messa in pratica nei territori abruzzesi e marchigiani. L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

    Nel laboratorio Sonorizzare il Cinema muto le classi della primaria hanno dato voci e suoni, alla colonna sonora di cortometraggi muti, selezionati e conservati dal Museo Nazionale del Cinema, scoprendo l’attrezzatura tecnica per la registrazione del suono e come oggetti d’uso comune possano essere impiegati come oggetti sonori.

    Dare voce e suono alle storie

    Ciascuno di noi sa riconoscere un buon lettore da un lettore mediocre.
    Non solo grazie a conoscenze acquisite di grammatica e dizione, ma per un semplice quanto fondamentale strumento: l’uso della voce. L’intonazione.

    Se ci fermiamo a riflettere su ciò che ci cattura di un racconto letto ad alta voce, noteremo il ruolo decisivo della voce, e in particolare della sua intonazione.
    Chiunque, per piccolo che sia, sa riconoscere una voce spaventata, da una allegra o da una arrabbiata. Prima ancora di comprendere il contenuto di una frase, la nostra percezione si focalizza sul tono, sul volume e sul ritmo, con cui una frase viene espressa. Questi sono gli elementi che guidano e stimolano la nostra empatia, che ci coinvolgono o ci fanno emozionare.

    Alunne e alunni hanno lavorato fianco a fianco con formatori e docenti, imparando, prova dopo prova, a recitare in un microfono le battute di un copione. Sono riusciti a dar voce a Pinocchio, ad una principessa nata dal bambù, ad un soldatino di stagno oppure ad una farfalla in dialogo con un monaco. 

    Suoni-rumori. Ma cosa accade invece quando è un suono che va restituito? 

    La creatività si sprigiona ed ogni oggetto può diventare uno strumento sonoro. Ecco allora che in una classe di scuola elementare entrano una bicicletta, delle scarpe da tip tap, delle vecchie monete usate per sonagli e una scatola di costruzioni che viene rovesciata mentre, a tempo, nello schermo un tetto crolla.  

  • Progetto CIPS – LA SCUOLA IN PRIMA FILA. Cinema in silhouette con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

    Progetto CIPS – LA SCUOLA IN PRIMA FILA. Cinema in silhouette con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

    Nell’anno scolastico 2025/2026 il Museo Nazionale del Cinema di Torino propone un percorso didattico di carattere nazionale diffuso in sette regioni attraverso la collaborazione di registi, formatori ed esperti presenti sul territorio. Il Cineforum Teramo ha preso parte al progetto occupandosi della sua messa in pratica nei territori abruzzesi e marchigiani. L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

    Green screen e silhouette

    Nel laboratorio Cinema in silhouette le classi dell’infanzia coinvolte nel progetto hanno realizzato un cortometraggio sviluppato in più step: dalla lettura della storia alla messa in scena con voci, ombre, oggetti scenici e fondali disegnati dai bambini. 

    Riprendendo l’antica tradizione del teatro delle ombre, i più piccoli hanno dato vita a racconti e storie dai “contorni definiti”. Aiutati e guidati dai formatori e dalle maestre, le classi di scuola dell’infanzia si sono cimentate in un vero e proprio laboratorio di sperimentazione, dando voce, corpo e… scenografie. 

    Dopo aver registrato le voci, si passa alle immagini:
    i bimbi lavorano con fogli, colori, cartoncini disegnando le scene fondamentali che serviranno ad ambientare la storia. Ritagliano le sagome che useranno come oggetti di scena e trovano i costumi che indosseranno per dare rilievo ai personaggi.

    Ciascuno sperimenta diversi ruoli ma tutti sono incuriositi dalla stessa domanda: che sarà mai quel grande telo verde che è arrivato nella nostra classe?

    Spieghiamo ai bimbi che il grande telo verde servirà a far diventare i loro disegni e le loro silhouette un film. I bimbi recitano, davanti a loro la telecamera ne riprende i contorni scuri, alle loro spalle il green screen riceve tutta l’illuminazione. Il risultato è un insieme di cortometraggi realizzati a mille mani da bimbi e maestre.

  • Progetto CIPS – MINUTO MÉLIÈS. Il laboratorio di sonorizzazione del cinema muto con il Maestro Lorenzo Materazzo.

    Progetto CIPS – MINUTO MÉLIÈS. Il laboratorio di sonorizzazione del cinema muto con il Maestro Lorenzo Materazzo.

    Da gennaio a maggio 2026 il Cineforum Teramo ha realizzato, presso l’Istituto Comprensivo di Notaresco (TE), il progetto Minuto Méliès, un percorso di educazione all’immagine rivolto agli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, dedicato alla scoperta del cinema delle origini. L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Notaresco

    Dare voce al cinema muto

    Come si sonorizzava un film quando il cinema era ancora muto?

    È questa la domanda da cui è partito il laboratorio condotto dal Maestro Lorenzo Materazzo, in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Gaetano Braga” di Teramo, all’interno del progetto Minuto Méliès. I bambini della scuola dell’infanzia e della primaria hanno esplorato il mondo dei suoni, sperimentando tecniche di sonorizzazione, effetti sonori e accompagnamenti musicali per scoprire quanto la musica sia fondamentale nel racconto cinematografico.

    Le registrazioni successive realizzate durante il laboratorio della docente di educazione musicale Benedetta D’Egidio sono state successivamente integrate nei cortometraggi in stop motion prodotti dagli alunni, permettendo loro di comprendere come immagini e suoni dialoghino tra loro nella costruzione del racconto cinematografico. Un’esperienza che ha unito educazione musicale e linguaggio audiovisivo, rendendo i bambini protagonisti dell’intero processo creativo, dalla realizzazione delle immagini fino alla costruzione della colonna sonora.

  • Progetto CIPS – MINUTO MÉLIÈS. Stop motion e Claymation con il Prof. Stefano Argentero

    Progetto CIPS – MINUTO MÉLIÈS. Stop motion e Claymation con il Prof. Stefano Argentero

    Da gennaio a maggio 2026 il Cineforum Teramo ha realizzato, presso l’Istituto Comprensivo di Notaresco (TE), il progetto Minuto Méliès, un percorso di educazione all’immagine rivolto agli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, dedicato alla scoperta del cinema delle origini. L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Notaresco

    Laboratori di stop motion… nasce la magia!

    Tra le attività più coinvolgenti del progetto Minuto Méliès ci sono stati i laboratori di stop motion condotti da Stefano Argentero, durante i quali gli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria hanno scoperto una delle tecniche di animazione più affascinanti del cinema. Partendo da semplici oggetti, materiali di uso quotidiani, sfondi e personaggi creati durante il laboratorio, i bambini hanno imparato come una sequenza di fotografie possa trasformarsi in un’immagine in movimento, sperimentando direttamente il lavoro di animatori e registi.

    Attraverso un percorso fatto di osservazione, pazienza, collaborazione e creatività, gli alunni hanno realizzato tre cortometraggi interamente in stop motion, curandone ogni fase: dall’ideazione delle scene alla costruzione dei personaggi, fino alle riprese fotogramma per fotogramma. Un’esperienza che ha permesso loro di comprendere il valore del lavoro di squadra e di scoprire, divertendosi, i meccanismi che rendono possibile la magia dell’animazione cinematografica.

  • Progetto CIPS – MINUTO MÉLIÈS. Lezioni di pre-cinema e dispositivi ottici

    Progetto CIPS – MINUTO MÉLIÈS. Lezioni di pre-cinema e dispositivi ottici

    Da gennaio a maggio 2026 il Cineforum Teramo ha realizzato, presso l’Istituto Comprensivo di Notaresco (TE), il progetto Minuto Méliès, un percorso di educazione all’immagine rivolto agli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, dedicato alla scoperta del cinema delle origini. L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Notaresco

    Prima del cinema: zootropi, taumatropi e immagini in movimento

    Come facevano le immagini a muoversi prima ancora dell’invenzione del cinema?

    Durante il progetto Minuto Méliès, i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria dell’Istituto Comprensivo di Notaresco hanno intrapreso un viaggio alla scoperta delle invenzioni che hanno preceduto la nascita del cinema. Attraverso racconti, dimostrazioni e attività pratiche, i bambini hanno conosciuto strumenti come il taumatropio, lo zootropio e il flipbook, comprendendo come il movimento delle immagini sia il risultato di un’affascinante illusione ottica.

    Durante gli incontri ogni bambino ha potuto sperimentare in prima persona la costruzione e l’utilizzo di questi dispositivi, osservando come semplici disegni possano prendere vita grazie alla successione delle immagini. Un percorso che ha unito storia del cinema, creatività e manualità, trasformando la scoperta delle origini del linguaggio cinematografico in un’esperienza coinvolgente e divertente, capace di stimolare curiosità, osservazione e fantasia.