Nell’anno scolastico 2025/2026 il Museo Nazionale del Cinema di Torino propone un percorso didattico di carattere nazionale diffuso in sette regioni attraverso la collaborazione di registi, formatori ed esperti presenti sul territorio. Il Cineforum Teramo ha preso parte al progetto occupandosi della sua messa in pratica nei territori abruzzesi e marchigiani. L’iniziativa è stata sviluppata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CinemaScuola LAB, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Nel laboratorio Sonorizzare il Cinema muto le classi della primaria hanno dato voci e suoni, alla colonna sonora di cortometraggi muti, selezionati e conservati dal Museo Nazionale del Cinema, scoprendo l’attrezzatura tecnica per la registrazione del suono e come oggetti d’uso comune possano essere impiegati come oggetti sonori.
Ascoltare le immagini con il cinema muto
Ascoltare un film muto. In classe la maggior parte degli alunni non aveva mai visto un film muto, qualcuno si chiedeva perché mai un film dovesse essere muto se gli attori erano ben capaci di parlare. Chi li conosceva già, aveva visto qualche scena in tv, a casa di un nonno a cui piacevano i vecchi film, ma da questi nessuno era rimasto particolarmente attratto o affascinato.
Così, prima di guardare la scena da sonorizzare, abbiamo riflettuto sull’ascolto e sul mondo dei suoni.
Le immagini fanno rumore?
Will Eisner, noto fumettista americano, insegna con i suoi disegni che anche le immagini posso contendere dei suoni. Nelle sue tavole le strade si riempiono di rumori, la camminata dei personaggi, il materiale degli oggetti, l’ambiente, tutto suggerisce un suono.
Chiediamo allora alla classe di fare un processo inverso: chiudere gli occhi, ascoltare i suoni in cui sono immersi cercando di decifrarne quanti più possibili. Cerchiamo poi di visualizzarli, dargli una forma, ricondurli a degli oggetti che potrebbero averli emessi.
Il gioco funziona: quelli che prima sembravano solo rumori confusi, diventano informazioni nitide, assumono la forma di persone che compiono azioni, macchinari in funzione, oggetti poggiati. I suoni ci orientano nello spazio, maggiore o minore intensità ci aiuta a capire se il suono è vicino o lontano, se è calmo o concitato.
A questo punto la classe è pronta per vedere il cortometraggio che dovrà sonorizzare. Bambine e bambini osservano lo schermo con grande attenzione: il silenzio del film non appare più come un’assenza, ma come uno spazio di possibilità dove è l’immaginazione che stabilisce come un suono si possa creare.
Tutti si concentrano in silenzio, il microfono è al suo posto e le cuffie sono collegate. A turno alunni e alunne si alternano doppiando i personaggi e mettendo in uso tutti gli oggetti che hanno raccolto per dare vita ai suoni del film. .




