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Alcuni estratti delle più di cento interviste realizzate dai ragazzi che hanno partecipato al progetto IO SONO STATO QUI.

IOSONOSTATOQUI#1

Franco il falegname racconta quando mangiava a pranzo nel dopo scuola nella mensa collegata alla scuola. Questo video  rende subito l’idea dell’autenticità del rapporto istaurato dagli studenti con i cittadini intercettati casualmente: in un momento del video (1’07”) si nota nella mano una “cremonese” la maniglia che si monta nelle finestre. Franco il falegname infatti è stato preso al volo in un trasferimento dal suo laboratorio alla casa di un cliente. Racconta molto dell’approccio avuto anche la parlata in dialetto e il rapportarsi in maniera diretta con gli studenti.

IOSONOSTATOQUI#2

Qui si può capire come funziona il progetto didattico nella pratica delle riprese: il passante viene intercettato e subito invitato a raccontare un proprio ricordo legato al luogo in cui si è in quel momento. Un ragazzo riprende con la telecamera, un altro tiene il microfono, uno pone le domande e gli altri ascoltano. A turno si invertono nei ruoli. Non esistono ricordi migliori di altri e nelle storie di ognuno è possibile intercettare preziose testimonianze.

IOSONOSTATOQUI#3

Questo è il racconto più toccante. Il sig. Arnaldo ci racconta con estrema lucidità e precisione di circostanze che hanno segnato profondamente la sua infanzia, legata al ricordo della madre. Un unico piano sequenza, una singola inquadratura che ti costringe all’apnea.

IOSONOSTATOQUI#4

Nell’incontro con la Prof.ssa Maria Gabriella Esposito si scopre la potenzialità enorme del progetto: nell’approccio con i passanti, nel chiedere un proprio ricordo, si possono fare incontri fulminanti con testimonianze che non sono più ricordi personali, ma perle sintetiche di una vita di studi e riflessioni.
Da questo incontro il progetto ha preso una piega più ampia e complessa: ci si è accorti – i ragazzi si sono accorti – che dall’incontro casuale poteva giungere una lezione di vita.

IOSONOSTATOQUI#5

Nell’incontro con Berardo c’è tutto il senso semplice e attrattivo del ricordo personale puro. Nelle sue parole non c’è nulla di sconvolgente o straordinario, nessuna lezione di vita, niente verità assoluta, ma si è catturati per la fascinazione che si subisce, da sempre, nel sentir raccontare storie.5

 

IOSONOSTATOQUI#6

Questo brano, il più lungo, è il più complesso e articolato, giacché dal luogo fisico dell’intervista – inevitabilmente in terra di lotte partigiane – si passa al ricordo più ampio, legato ai luoghi della seconda guerra mondiale in generale. I ragazzi hanno potuto documentare, dalla viva voce dei protagonisti o dei testimoni oculari, ricordi legati al periodo bellico. Tra gli intervistati una ultra-centenaria che ha vissuto in prima persona l’accoglienza degli sfollati, tema quanto mai cogente in questo periodo.

 

IOSONOSTATOQUI#7

Un altro racconto legato ad un luogo specifico: il ponte a catene, un passaggio mitico per tutti i teramani che hanno vissuto l’esperienza di attraversarlo sentendone le oscillazioni. Anche qui: nulla di straordinario se non il ricordo semplice e poetico di un momento anonimo ma carico di spensieratezza preziosa.

IOSONOSTATOQUI#8

Infine dai luoghi si passa alle persone che hanno dato un senso ad un luogo specifico. È il caso di Normanno Focosi, gestore di un alimentari ormai chiuso, che  nell’immaginario di moltissimi teramani è la personificazione di un personaggio quasi fiabesco. Ecco allora che il ricordo raccontato diviene tradizione orale, un passaggio di consegne di emozioni e storie personali.